Il cibo italiano è tra i più sicuri al mondo

 

Che i prodotti italiani fossero buoni e di qualità non c’erano dubbi ma ora arriva anche una importante certificazione di sicurezza che aumenta ulteriormente il prestigio del made in Italy.

A fornire questa ulteriore, quanto importante, certificazione è una ricerca congiunta effettuata dal Corpo dei Carabinieri, dalla Guardia di Finanza, dal Nucleo anti-Contraffazioni, dal Nucleo anti-Sofisticazioni e dagli organi preposti al monitoraggio dei flussi di prodotti alimentari dalla quale si evince che, in accordo con le leggi varate dalle amministrazioni, il nostro cibo è considerato tra i più sani e sicuri al mondo. Allo stesso modo la cosiddetta dieta mediterranea, intesa come stile di vita alimentare, è risultata essere molto salutare ed efficace dal punto di vista nutrizionale. Questo risultato è dovuto alla grande qualità di tutti quei prodotti considerati salutari quali frutta, verdure, ortaggi, carne, pesce e farinacei che costituiscono la spina dorsale della rinomata dieta mediterranea.

La qualità delle materie prime però non è tutto visto che il cibo italiano eccelle anche nei processi di trasformazione di primo e secondo livello che li portano direttamente dal produttore al consumatore. I prodotti italiani non solo rispettano gli elevati standard europei ma soprattutto seguono alla lettera le linee guida imposte dal nostro paese. È infatti obiettivo dei produttori privilegiare il consumatore mettendo al primo posto qualità e sicurezza.

Sarà per questo motivo che l’export dei prodotti alimentari italiani è in continua espansione. È infatti notizia di questi giorni, l’apertura di Taiwan all’importazione dei prodotti a base di carne di maiale provenienti dall’Italia, a partire dal Prosciutto Crudo in seguito ad un lavoro congiunto delle autorità italiane insieme alla Commissione europea. Questa apertura da parte di Taiwan genererà, sempre secondo la CE, un giro di affari pari a 2 milioni di euro oltre a fare da apripista per ulteriori opportunità di mercato in Asia.

Il 4 agosto sarà la notte bianca del Cibo Italiano

 

Abbiamo già visto come il 2018 sarà l’anno del Cibo Italiano e per celebrare una delle eccellenze italiane, il prossimo 4 agosto verrà celebrata la notte bianca del Cibo Italiano con manifestazioni nelle piazze, attività pubbliche e private che “possano dimostrare che il cibo italiano è un’esperienza di tradizione, di continuità e di sviluppo”. Questo evento sarà dedicato a Pellegrino Artusi storico scrittore, gastronomo e critico letterario italiano nato a Forlimpopoli proprio il 4 agosto del 1920.

L’iniziativa è stata annunciata da Dario Franceschini (ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo) e da Maurizio Martina (ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali) proprio in occasione della presentazione di “2018 anno del Cibo Italiano”, che, come abbiamo scritto precedentemente, sarà un evento di portata nazionale dedicato al cuoco, gastronomo e ristoratore Gualtiero Marchesi, scomparso il 26 dicembre del 2017 e considerato all’unanimità il fondatore della “nuova cucina italiana” nonché, a parere di molti, lo chef italiano più famoso al mondo.

Immaginiamo una grande notte, ovunque nel Paese, attraverso la quale raccontare la potenza dei nostri territori dal punto di vista enogastronomico, piatti, ingredienti, menù, esperienze di cultura alimentare che fanno l’Italia con ore notturne dedicate alla conoscenza di un patrimonio inestimabile come quello italiano”. Con queste parole, il ministro Martina ha presentato l’evento affermando, in conclusione, che “un popolo lo si conosce davvero solo se si frequentano le sue cucine”.

Dello stesso avviso il ministro Franceschini: “Investire in cibo ed in vino non è soltanto una parte del mio lavoro legato al turismo ma è una parte legata alla cultura perché tutti i prodotti agroalimentari ed i piatti tipici sono un pezzo della nostra cultura e di quei luoghi dei quali le comunità locali sono orgogliose, perché ognuno di quei piatti è frutto di secoli di saperi e tradizioni”. A questo proposito sui social verrà lanciata la campagna #ilmiopiattopreferito dove gli italiani, così come riportato dall’hashtag, potranno votare il proprio piatto tipico preferito seguendo l’esempio del ministro Franceschini che, da buon Ferrarese, ha già fatto sapere che voterà con l’hashtag #suamaestàlasalamadasugo.

A questo punto non resta quindi che attendere il 4 agosto quando in tutte le piazze d’Italia verrà celebrato il cibo italiano ma nel frattempo ci sarà tempo per celebrare ogni giorno tutti quei prodotti Made in Italy che hanno reso la nostra cultura enogastronomica la migliore al mondo.

A BOLOGNA APRE IL PIÙ GRANDE PARCO ALIMENTARE DEL MONDO

A BOLOGNA APRE IL PIÙ GRANDE PARCO ALIMENTARE DEL MONDO

Aprirà il 15 novembre a Bologna FICO (Fabbrica Italiana Contadina) Eataly World. Il parco, che si estende su di una superficie di 100 mila mq, sarà ad ingresso gratuito e metterà in mostra tutte le meraviglie della biodiversità italiana attraverso 2 ettari di campi e stalle all’aria aperta e 8 ettari di esposizione coperta.

All’interno di FICO sarà possibile trovare 40 fabbriche contadine per vedere da vicino la produzione di carne, formaggio, pesce, birra, pasta, olio, dolci, ecc. Ovviamente sarà anche possibile assaggiare le molte specialità prodotte in loco nei 40 punti di ristoro presenti all’interno dell’esposizione ma i visitatori potranno letteralmente “fare la spesa” degustando e acquistando i prodotti realizzati nei laboratori presenti in una delle oltre 100 botteghe artigiane tradizionali dove sarà anche possibile ascoltare e partecipare ai racconti del produttore.

Lo spazio esterno sarà invece dedicato al bestiame e alle coltivazioni con oltre 200 animali e 200 culivar (varietà agrarie di una specie botanica) a disposizione dei visitatori che avranno cosi la possibilità di toccare con mano tutti gli anelli della catena di produzione.

Di grande interesse, soprattutto per i più piccoli, le giostre educative dedicate alla terra, al fuoco, al mare, agli animali, al vino e al futuro, inoltre, FICO offrirà 30 eventi e 50 corsi, suddivisi tra aule, spazi didattici e teatri dove i visitatori potranno apprendere tutti i segreti e le tecniche della produzione agroalimentare.

Per ultimo ma non per questo meno importante, FICO offrirà un centro meeting e congressi capace di ospitare da un minimo di 50 fino ad un massimo di 1000 persone.

Questa esibizione permanente dedicata alle eccellenze italiane sorgerà a Bologna in via Paolo Canali, 8 dove ora si trova il CAAB (Centro Agroalimentare di Bologna), in un piano di riassetto della struttura che ottimizzerà gli spazi destinati alle attività del mercato ortofrutticolo e sarà ad ingresso gratuito.

GLI ITALIANI AMANO IL FOOD SELFIE

GLI ITALIANI AMANO IL FOOD SELFIE

In un mondo sempre più dominato dai social e dalla condivisione tramite immagini di momenti di vita con amici, parenti e conoscenti, è proprio durante le vacanze estive che gli italiani postano e condividono il maggior numero di foto sia sui social network come Facebook, Instagram e Twitter sia tramite applicazioni di messaggistica istantanea come WhatsApp. A sorprendere piuttosto, ma solo fino ad un certo punto, è che, secondo uno studio della Coldiretti, almeno un italiano su tre (il 26%) condivida sui social e con i propri contatti food selfie, ovvero autoscatti alimentari delle pietanze consumate durante le proprie vacanze. Abbiamo già visto in passato come il cibo sia uno dei punti cardini delle vacanze delle italiani (che spendono la maggior parte dei loro soldi proprio per mangiare fuori o per acquistare prodotti da cucinare a casa). Vi sono poi cultori del food made in Italy che organizzano le proprie vacanze con lo scopo di gustare al meglio le molte prelibatezze che offre il territorio italiano. Inoltre il cibo è diventato il souvenir preferito dal 36% degli italiani, sia da portare come ricordo ad amici e parenti ma anche da consumare a casa una volta tornati alla vita di tutti i giorni. Questa preferenza degli italiani per il food selfie, oltre che essere indicativa di una società sempre più incentrata sulla condivisione anche per quanto riguarda un momento al quale gli italiani da sempre attribuiscono una sorta di “sacralità” come l’atto del mangiare, dimostra anche come vi sia un sempre più crescente consumo di prodotti tipici locali per gli italiani in vacanza. L’italiano in vacanza preferisce mangiare bene e preferibilmente assaggiare prodotti tipici del luogo ed è proprio per il cibo che se ne vanno la maggior parte dei soldi destinati alle tanto agognate ferie. Tra questi vi sono quelli che scelgono sempre di mangiare fuori, principalmente al ristorante ma anche in pizzeria, al pub, negli agriturismo o nei tanti chioschi che propongono street food ma vi è anche una buona percentuale di vacanzieri, soprattutto famiglie con bambini al seguito, che preferisce fare la spesa e cucinare a casa. Abitudini differenti ma un solo denominatore comune: l’amore per il food selfie.

RECORD PER IL CIBO ITALIANO ALL’ESTERO

RECORD PER IL CIBO ITALIANO ALL’ESTERO

Vanno a gonfie vele le esportazioni di prodotti italiani all’estero in questa prima metà del 2017 con una crescita media dell’8% (record storico per questa categoria). La crescita maggiore si registra nelle regioni del nord-ovest (+13,1%) e del nord-est (+7,4%) ma sono comunque in crescita anche quelle del centro, del sud e le isole. Tra i prodotti più esportati i formaggi (su tutti il Parmigiano Reggiano) ed il Prosciutto Crudo (in primis quello di Parma) ma questi sono anche i prodotti italiani più a rischio di pirateria alimentare. Ed è proprio combattendo questa piaga che l’esportazione di prodotti Dop italiani in Europa e nel mondo potrebbe aumentare ulteriormente toccando vette mai raggiunte fino ad ora. Ovviamente il massimo delle esportazioni si registrano nell’Unione Europea ma i prodotti italiani vanno forte anche in Asia e negli Stati Uniti.Un po’ in calo, invece, le esportazioni nel Regno Unito a causa dei rincari dovuti alla Brexit mentre, nonostante l’embargo nei confronti dei prodotti alimentari, si regista una crescita del 45% nelle esportazioni di vino e pasta verso la Russia.

Un dato di cui andare fieri quindi ma che deve essere considerato un punto di partenza nella lotta all’agro-pirateria alimentare che da sempre colpisce i prodotti tipici italiani. A preoccupare la Coldiretti (alla quale si deve questa analisi sulle esportazioni) è ad esempio un accordo con il Canada che colpisce il formaggio italiano più esportato all’estero, ovvero il Parmigiano Reggiano. In cosa consiste questo accordo? Semplice, il Canada potrà produrre e commercializzare, con il nome di Parmesan, una imitazione del Parmigiano Reggiano. Un accordo di questo genere crea un precedente spinoso nei confronti di prodotti già troppo spesso contraffatti come formaggi, salumi, olio extravergine, vini e conserve che, da sempre, rappresentano il top del food made in Italy nel mondo. La speranza è che in futuro, anche grazie a questo incremento nelle esportazioni, l’Italia faccia accordi con gli altri paesi atti a preservare l’unicità del proprio patrimonio agroalimentare e non a metterla a rischio.

UN’APP PER SAPERE COSA STIAMO MANGIANDO

UN’APP PER SAPERE COSA STIAMO MANGIANDO

L’importanza di sapere cosa portiamo in tavola tutti i giorni è sempre più forte, come sottolineato di recente da Coldiretti: si è perciò alla ricerca di un maggior controllo, che non solo dia sicurezza ai consumatori, ma anche di certificazione che, nel riconoscere la qualità di un prodotto, ne assicuri al tempo stesso l’eccellenza e tipicità italiana.

A questo proposito, tante le iniziative tecnologiche a sostegno di questa ricerca, sintomo di come sia essenziale sia per i produttori che per i consumatori tutelare le eccellenze italiane da portare in tavola; sono sempre più infatti, le applicazioni per i dispositivi mobili a disposizione degli utenti. Negli ultimi anni si è registrato un incremento nello sviluppo di questi programmi ad opera di programmatori italiani, e la qualità è varia: dalle app che attraverso il codice a barre di un prodotto sono in grado di risalire agli ingredienti, a quelle che mettono il consumatore in contatto direttamente con il produttore, in modo da creare relazioni di fiducia.

In un mercato in cui la contraffazione avanza, supporti tecnologici di questo tipo diventano essenziali, sopratutto per il mercato italiano, ricco di raffinatezze culinarie che rendono il Made in Italy un marchio inconfondibile nel mondo del food.

Scoprite tutte le nostre vetrine sulle eccellenze gastronomiche italiane

TUTTI PAZZI PER L’ACETO BALSAMICO

TUTTI PAZZI PER L’ACETO BALSAMICO

Da Oriente a Occidente, è vera e propria aceto-mania. I dati relativi all’export sono in forte crescita, soprattutto per quanto riguarda l’est asiatico: basti pensare che l’export di aceto italiano in Corea del Sud ha conosciuto una crescita a due cifre tra il 2007 e il 2014 passando da un valore di €900.000 a oltre €3,7 milioni; incremento sostenuto e duplicato se si prende in considerazione l’intervallo tra il 2011 e il 2015.

Ma non solo Est: l’UE ha di recente stipulato un accordo con il Canada, altro paese in cui il balsamico viene esportato in grandi quantità, con lo scopo di agevolare gli scambi e proteggere maggiormente questa tipicità italiana in terra straniera.

Ad oggi l’export per il balsamico rappresenta oltre il 40% della sua produzione totale, per un valore di 2,8 miliardi di euro.

Scoprite di più sull’Aceto Balsamico di Modena

PROSCIUTTO DI PARMA, L’ECCELLENZA EMILIANA RISCOPRE IL SUO TERRITORIO

PROSCIUTTO DI PARMA, L’ECCELLENZA EMILIANA RISCOPRE IL SUO TERRITORIO

Si terrà dal 2 al 4 settembre 2016 la XIX edizione della Festival del Prosciutto, storica manifestazione emiliana che ogni anno richiama un grande numero di visitatori, in cui viene celebrato il salume parmense per eccellenza.

Degustazioni, musica e tantissimi eventi a contornare il Festival, ma non solo: sarà infatti possibile visitare tutti i luoghi tipici della pianura emiliana in cui l’insaccato viene prodotto, in un tour all’insegna delle bellezze turistiche e culturali, dalle bellissime colline a musei dedicati.

Ad aprire questa edizione il rinomato chef Carlo Cracco, che parlerà delle eccellenze italiane all’estero, di cui il Prosciutto di Parma si fa portabandiera.

Scopri di più sul Prosciutto di Parma nelle nostre vetrine

CIBO MADE IN ITALY A CINQUE CERCHI

CIBO MADE IN ITALY A CINQUE CERCHI

#Riomangioitaliano è l’hashtag lanciato da Coni e Coldiretti per celebrare l’accordo che porterà il menù tricolore in Brasile, durante le Olimpiadi 2016.

Il Made in Italy, dunque, farà da padrone a Casa Italia. Se da un lato è vero che gli atleti hanno bisogno del buon cibo per affrontare al meglio le prove, dall’altro, l’accordo siglato tra Coni e Coldiretti ha un obiettivo ben più importante: contrastare il fenomeno dell’Italian sounding.

Il Brasile, infatti, è tra i protagonisti principali della contraffazione del cibo italiano provocando al Bel Paese gravi danni in termini di immagine oltre che economici.

Le cifre parlano da sole: il falso Made in Italy a tavola vale nel mondo 60 miliardi di euro, quasi il doppio del valore delle esportazioni dei prodotti alimentari originali.

Scopri i prodotti del vero Made in Italy .

VACANZE SI… MA CON GUSTO

VACANZE SI… MA CON GUSTO

Una Italia tutta da scoprire. Paesaggi, arte, cultura ma soprattutto buona tavola: un numero record quello delle “bandiere del gusto” assegnate alle regioni d’Italia nel 2016. Sono ben 4.965 le specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio italiano. 79 prodotti in più rispetto all’anno scorso. Sul podio Campania, Toscana e Lazio.

A seguire l’Emilia – Romagna con 387 bandiere del gusto. Sono 9 le new entry assegnate nel 2016 che hanno contribuito a incrementare, all’interno del territorio emiliano-romagnolo, il patrimonio di specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. A prevalere tra le specialità regionali diverse tipologie di pane, pasta e biscotti, prodotti gastronomici, carni fresche e lavorate. Soprattutto per le carni lavorate non poteva essere diversamente. D’altronde, con prodotti come Prosciutto di Parma, Prosciutto di Modena, Zampone e Cotechino, solo per citarne alcuni, l’Emilia-Romagna possiede tutti i requisiti per aggiudicarsi il titolo di “Patria dei Salumi”.

Scopri di più sul territorio emiliano-romagnolo. Visita il portale dedicato alla scoperta di Modena e dintorni.

QUANDO IL CIBO SI FA MODA

QUANDO IL CIBO SI FA MODA

Moda e cibo: l’abbinamento perfetto Made in Italy sbarca a New York! Si è appena conclusa “L’eleganza del cibo. Tales about Food and Fashion”, la mostra al Chelsea Market che ha celebrato il connubio Fashion – Food, grazie ai capolavori sartoriali ispirati alla cucina italiana.

Due pilastri del Bel Paese che rispecchiano perfettamente lo stile e la cultura italiana; un mix di linguaggi che delineano l’identità dello stivale racchiusi in una mostra, che ha accompagnato i visitatori in un percorso visivo ispirato alla contaminazione tra moda e food, moda ed ecosostenibilità.

Ed è così che il cibo Made in Italy da semplice piacere per il palato diventa musa ispiratrice per grandi nomi della moda italiana e designer emergenti che, attraverso i loro abiti, raccontano “la grande bellezza”, la ricchezza, l’artigianalità e la tradizione di due tra i settori più importanti per l’economia del nostro Paese.
Scopri le migliori vetrine dedicate al Fashion e al Food  Made in Italy.

L’AGROALIMENTARE ITALIANO NON ESCE DI SCENA

L’AGROALIMENTARE ITALIANO NON ESCE DI SCENA

Si è appena conclusa la quarta edizione del Forum Food e Made in Italy del Sole 24 ore. Mai come quest’anno diventa interessante volgere uno sguardo attento sugli scenari internazionali dell’agroalimentare italiano. Dopo la Brexit del Regno Unito dall’Unione Europea, infatti, diventa fondamentale conoscere l’evoluzione del mercato e le conseguenza per l’export italiano.

I partecipanti alle tavole rotonde, in generale, sono ottimisti, concordando nell’assenza di conseguenze negative per il mercato alimentare italiano. Uno scossone c’è stato, come dimostrano le primissime reazioni dei mercati. Sicuramente ci saranno delle difficoltà nell’immediato – dichiara Corrado Peraboni, CEO di Fieramilano – ma molto dipenderà da quello che sarà negoziato.

Due i temi fondamentali che hanno concluso il Forum. Il primo riguarda la comunicazione dei nostri prodotti all’interno del mondo digitale, dal quale emerge l’importanza sempre maggiore per le imprese del territorio di farsi conoscere e rendersi riconoscibili nel web. Il secondo, strettamente correlato al primo riguarda le certificazioni di qualità: il consumatore di oggi è sempre più attento all’originalità di ciò che acquista, e nello specifico di ciò che mangia.

Scopri le nostre vetrine dedicate al food Made in Italy

MADE IN…EMILIA

MADE IN…EMILIA

Quello modenese è un territorio ricco di profumi, di paesaggi, di saperi e di culture, elementi che contribuiscono a esaltarne l’unicità. Ed è proprio da questa terra unica che nascono prodotti agroalimentari d’eccellenza conosciuti in tutto il mondo: l’Aceto balsamico, il Lambrusco, il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Modena, lo Zampone e il Cotechino, tutti prodotti rigorosamente DOP e IGP.

 L’Aceto Balsamico di Modena IGP nasce dalla fermentazione e dall’invecchiamento di due prodotti tipici della cucina italiana, l’aceto di vino e il mosto cotto. Il clima tipico emiliano, caratterizzato da inverni rigidi, estati calde e umide e fitte nebbie autunnali, conferisce al prodotto il giusto processo di maturazione e invecchiamento e lo rende quel perfetto mix di acidità e dolcezza che lo contraddistinguono tra i principali condimenti. Acquista il prodotto

L’Aceto Balsamico di Modena IGP nasce dalla fermentazione e dall’invecchiamento di due prodotti tipici della cucina italiana, l’aceto di vino e il mosto cotto. Il clima tipico emiliano, caratterizzato da inverni rigidi, estati calde e umide e fitte nebbie autunnali, conferisce al prodotto il giusto processo di maturazione e invecchiamento e lo rende quel perfetto mix di acidità e dolcezza che lo contraddistinguono tra i principali condimenti. Acquista il prodotto!

Il Lambrusco a Denominazione di Origine, DOP e IGP, contiene nel suo gusto inconfondibile il sapore della terra emiliana: il colore rosso vivo e le frizzanti bollicine sono tratti distintivi del prodotto, che rende la città di Modena un’istituzione nel mondo della gastronomia. Presente sulle tavole italiane ed internazionali, si adatta facilmente ai pasti, ma è l’ideale per cene o pranzi a base di carni rosse o con primi tipici della tradizione emiliana. Acquista il prodotto

Il Lambrusco a Denominazione di Origine, DOP e IGP, contiene nel suo gusto inconfondibile il sapore della terra emiliana: il colore rosso vivo e le frizzanti bollicine sono tratti distintivi del prodotto, che rende la città di Modena un’istituzione nel mondo della gastronomia. Acquista il prodotto!

Riconosciuto e apprezzato a livello mondiale, il Parmigiano Reggiano è un formaggio stagionato prodotto nel cuore dell’Emilia. Dal sapore unico e inteso, è fortemente legato alla tradizione e all’ambiente emiliani; rispecchia queste caratteristiche di semplicità e unicità nella sua essenza, nel profumo e nel gusto inconfondibili. La ricetta, dopo nove secoli, è ancora la stessa, rendendo il Re dei formaggi un prodotto tipico del Made in Italy impossibile da imitare. Acquista il prodotto

Riconosciuto e apprezzato a livello mondiale, il Parmigiano Reggiano è un formaggio stagionato prodotto nel cuore dell’Emilia. Dal sapore unico e inteso, è fortemente legato alla tradizione e all’ambiente emiliani. La ricetta, dopo nove secoli, è ancora la stessa, rendendo il Re dei formaggi un prodotto tipico del Made in Italy impossibile da imitare. Acquista il prodotto!

Prodotto in terra emiliana sin dai tempi dei Galli, il Prosciutto di Modena DOP è un prodotto sano e bilanciato, dal profilo dolce e intenso e aroma gradevole.Ottenuto da suini nati e allevati in Italia, dopo una stagionatura minima di 14 mesi viene marchiato a fuoco, garanzia di qualità e autenticità.  Acquista il prodotto

Prodotto in terra emiliana sin dai tempi dei Galli, il Prosciutto di Modena DOP è un prodotto sano e bilanciato, dal profilo dolce e intenso e aroma gradevole.Ottenuto da suini nati e allevati in Italia, dopo una stagionatura minima di 14 mesi viene marchiato a fuoco, garanzia di qualità e autenticità. Acquista il prodotto!

Sfizioso, goloso e ricco di proteine, il Cotechino Modena IGP è un tipo alimento natalizio ma può essere portato in tavola qualsiasi giorno dell’anno, per celebrare la tradizione e il buon gusto della cucina emiliana. Un piatto completo, costituito da carni di maiale delicatamente insaporite con chiodi di garofano, pepe, noce moscata, cannella e vino. Da non confondere con il cotechino è lo Zampone Modena IGP, insaccato tipico emiliano dalla forte tradizione, che si distingue dal precedente per le parti di maiale da cui è composto, ma dal simile  sapore intenso e gustoso. Acquista il prodotto!

PIACERE MODENA, SINTESI DI CONSORZI

PIACERE MODENA, SINTESI DI CONSORZI

La storia e le tradizioni di un territorio devono essere costantemente valorizzate, soprattutto se si tratta di un territorio unico come quello di Modena e dintorni, ricco di sapori e fragranze.

Per questo motivo e con l’obiettivo di tutelare il patrimonio artistico, culturale e agroalimentare nasce Piacere Modena, progetto a cui aderiscono tutti i consorzi di tutela delle DOP e IGP provinciali come il Consorzio Tutela del Parmigiano Reggiano, il Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, il Consorzio Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e tanti altri, oltre al Consorzio Modena a Tavola, Modenatur e Artest.

Scopri di più su Piacere Modena www.piaceremodena.it

ALLA SCOPERTA DI MODENA

ALLA SCOPERTA DI MODENA

Modena non è una semplice città, è un luogo d’incontro di storia, sapori, musica e cultura. Il rispetto per le tradizioni è veicolato e raccontato soprattutto dai prodotti agroalimentari che conferiscono alla città di Modena il titolo di provincia italiana più ricca di prodotti a denominazione di origine DOP e IGP.

Ma non solo eccellenze agroalimentari per il territorio modenese: Modena è anche la Terra dei motori grazie alle industrie automobilistiche Ferrari e Maserati.

Modena è città d’arte, con il Duomo, la torre Ghirlandina e Piazza Grande, dichiarati, questi ultimi, nel 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.

È la Terra del Belcanto, città d’origine di nomi noti come Raina Kabaivanska, Mirella Freni e il maestro Luciano Pavarotti che hanno contribuito a rendere Modena celebre e riconoscibile in tutto il mondo.

Scopri di più www.piaceremodena.it

CIBUS 2016: IL FUTURO DELL’ECONOMIA ITALIANA

CIBUS 2016: IL FUTURO DELL’ECONOMIA ITALIANA

Torna anche quest’anno Cibus: uno degli appuntamenti più attesi per l’agroalimentare italiano. Con un export che nel 2015 ha raggiunto i 37 miliardi di euro, l’industria alimentare è senza alcun dubbio un comparto che muove in positivo l’economia italiana. Un settore in grado di offrire al consumatore prodotti competitivi e garantiti in termini di sicurezza, gusto e qualità, rispondendo alle esigenze del mercato in continuo mutamento.

Proprio questi, educazione alimentare, evoluzione del mercato e alimentazione 3.0 tra i principali temi affrontati alla 18° edizione del Salone Internazionale dell’Alimentazione. Inoltre differenti percorsi tematici attraverseranno trasversalmente i padiglioni della manifestazione, dal free form al veg e bio. Come di consueto, infatti, l’evento presenta un programma ricco e degno di nota: convegni, dibattiti, e ovviamente cibo di qualità dal processo produttivo al prodotto finito.

La sfida per i prossimi anni è trasformare Cibus in vetrina per la promozione all’estero del food Made in Italy. I numeri fanno ben sperare: 3 mila espositori, 70mila visitatori attesi, di cui 15mila dall’estero e 2000 top buyer da ogni continente arriveranno a Parma tra il 9 e 12 Maggio.

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E-COMMERCE E PORTALI VETRINA: NUOVI STRUMENTI DI PROMOZIONE DEI VINI ITALIANI ALL’ESTERO

E-COMMERCE E PORTALI VETRINA: NUOVI STRUMENTI DI PROMOZIONE DEI VINI ITALIANI ALL’ESTERO

Da “prodotto povero” che era, prima del 1967, il vino è diventato, oggi, un “prodotto colto”. E di grande cultura è il Salone internazionale ad esso dedicato. Dalla sua prima edizione nel 1967, denominata le Giornate del Vino, il Vinitaly, è ormai giunto alla sua cinquantesima edizione. Quest’anno, la manifestazione pone l’accento sui temi dell’innovazione tecnologica e dell’internazionalizzazione. Il ricorso all’e-commerce, la diffusione dei blog, dei siti web e dei portali vetrina rappresentano oggi la chiave del successo.
Il Presidente della Repubblica ricorda, infatti, che questi nuovi strumenti offrono nuove e grandi opportunità per le imprese italiane: non solo per la vendita dei nostri prodotti oltre confine, ma anche per la promozione dei 500 marchi presenti sul territorio, solo per citare i più importanti. “È complesso, attraverso una piccola etichetta, comunicare i valori di una marca o di una denominazione” osserva Francesco Zonin, Vice Presidente di Zonin1821.
Sul tema della corretta promozione ha insistito anche Enrico Chiavacci, Marketing Director di Marchesi Antinori affermando che “E’ necessaria una profonda riflessione su come valorizzare il vino italiano”.
Nel 2015 «le nostre esportazioni vitivinicole hanno superato i 5,4 miliardi, in crescita di oltre il 5% sul 2014: si tratta, di fatto, di un nuovo record». Siamo tornati a essere i primi produttori di vino al mondo. Nuove sfide attendono l’Italia: tecnologia digitale, lotta alla contraffazione e conseguente tutela del Made in Italy, strategie commerciali e promozionali sono, gli obiettivi da raggiungere per poter crescere ancora.

Foto: Angelo Mantovani

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LA PIZZA CANDIDATA PATRIMONIO DELL’UMANITÀ ALL’UNESCO

LA PIZZA CANDIDATA PATRIMONIO DELL’UMANITÀ ALL’UNESCO

La campagna #pizzaUnesco, di risonanza internazionale, è giunta a Parigi, presso la sede mondiale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura il 14 Marzo, con più di un milione di firme raccolte, per far sì che “l’arte dei pizzaiuoli napoletani” venga riconosciuta Patrimonio dell’Umanità.
Adesso spetta ai 200 Paesi coinvolti valutare la proposta avanzata dall’Italia. Una bella sfida, considerato che “fino ad ora mai l’Unesco ha iscritto una tradizione connessa a una produzione alimentare” dichiara il curatore legale del dossier Pierluigi Petrillo.

La Pizza non è solo il simbolo dell’identità nazionale, e anche la parola italiana più conosciuta all’estero, oltre che la specialità culinaria che ha dato vita a una vera e propria passione, non solo in Italia ma in tutto il mondo. “Proseguiamo a valorizzare il Made in Italy dopo il grande successo di Expo” ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina.

Diventare patrimonio dell’umanità rappresenta non solo un modo per rivendicare l’italianità della pizza ma anche una grande opportunità per l’Italia, considerato il valore economico che questo prodotto gastronomico porta con sé.

Non ci resta che aspettare il 2017!

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A NATALE UN GRANDE REGALO PER IL MADE IN ITALY NEL MONDO

A NATALE UN GRANDE REGALO PER IL MADE IN ITALY NEL MONDO

Arrivano ottime notizie per il Made in Italy dall’ultima analisi della Coldiretti: è stato un Natale da record per l’export di prodotti italiani.

“Il Natale sulle tavole degli italiani”, questo il nome dell’indagine, ci fa sapere che a dicembre la domanda estera di prodotti nostrani è cresciuta globalmente dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

I dati raccontano un aumento del 19% per lo spumante e del 9% per il panettone e altri dolci. Nel mondo i brindisi sono sempre più made in Italy, e non c’è niente di meglio che accompagnare le bollicine ai i dolci della tradizione, sempre più conosciuti e ricercati dai consumatori stranieri.

Anche le domande di altri prodotti italiani hanno fatto registrare un segno positivo: stiamo parlando di vino (+8%), pasta (+7%) e formaggi (+4%). Torna in mente una notizia uscita pochi giorni prima di Natale, quella del regalo speciale che il celebre cantante americano John Legend ha fatto alla moglie: una forma intera di Parmigiano Reggiano! (Clicca per vedere la foto condivisa su Instagram)

Era sembrata una stravaganza d’artista e invece possiamo dire che John Legend è in ottima e abbondante compagnia.

Il record di quest’anno “è significativo delle grandi potenzialità che ha l’agroalimentare italiano, che traina la ripresa dell’intero Made in Italy”, così ha commentato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Per sfruttare queste potenzialità servirà tenere ben presente che la preferenza dei clienti stranieri per i nostri prodotti non si limita al periodo delle feste, ma è un patrimonio da difendere e un’opportunità sempre nuova da cogliere.

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