Negli ultimi anni il quadro economico internazionale è cambiato enormemente e non tutte le industrie sono state in grado di stare al passo con i tempi ma sicuramente uno dei settori che ha saputo adattarsi maggiormente ai nuovi equilibri è quello del design dove le industrie italiane sono tra le migliori cinque in Europa anzi, secondo uno studio effettuato da Symbola (fondazione per le qualità italiane) l’Italia è al secondo posto dietro al Regno Unito con 4,4 miliardi di fatturato lasciandosi alle spalle Germania, Francia e Spagna.

Numerosi anche i progetti di design registrati dalle aziende italiane nel corso del 2016 con più di 10 mila progetti e disegni presentati a EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale).

Per quanto riguarda la diffusione sul territorio è ovviamente il nord (ed in particolare la Lombardia con il 25%) a farla da padrone visto che quasi il 60% delle industrie di design si trovano, oltre che in Lombardia, in Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. Le imprese italiane di design si caratterizzano tutte per le dimensioni molto ridotte visto che il 98,8 % di queste non supera le dieci unità lavorative mentre i settori nei quali l’Italia è maggiormente specializzata sono arredamento, oreficeria, tessile ed alimentare.

Il nostro paese dispone anche di un’offerta formativa molto varia che forma quasi 8 mila designer all’anno in uno dei sei settori principali ovvero creazione di prodotti, progettazione degli spazi, comunicazione, moda, service design (tutti quegli elementi che contribuiscono a migliorare la qualità dell’interazione tra il fornitore di un servizio e l’utente) ed infine progettazione di ambienti virtuali che, nonostante le enormi potenzialità, è ancora tra io settori più trascurati dagli aspiranti designer che preferiscono andare sul sicuro optando per la creazione di prodotti o per altri settori in crescita come moda e comunicazione.